Padecía de ingratitud severa y murió de una sobredosis de egoísmo fulminante




























11 de enero de 2009

Entre el cielo y el infierno




Una arenisca se te divide en el pecho entre el reproche y la oración
Un complicado laberinto de venas envuelve el que fuera
En otros tiempos corazón
Entre el cielo y el infierno hay una tregua y una pena que se parece a Dios,
O al diablo según se incline al contrario o a favor…
Entre un cielo de estática perenne donde nada perturba
por dentro el alma ni por fuera la armazón
y un infierno de angustia en llamas, podrido de pasión
y un aguijón en medio del pecho y el alma
¿No esta clara la elección?

11 comentarios:

Anónimo dijo...

Todo depende del cristal con que se mire. Más aún, de la pasión o el sentir que se vive. A veces es mejor el agite del alma que la calma que mengua de aburrimiento la vida, que no es nada, nada, nada. Pero eso sólo los cobardes no lo ven.

Hecha de silencios dijo...

Yo por mi parte nunca ambicioné el perdón de mis pecados
ni resurrección alguna

Presentes Ausencias dijo...

...y la vida perdurable. ¡Amén!

El Credo, un credo que en sus versos, porque es un poema-oración, dice: "creo en Jesucristo su único Hijo, nuestro Señor,....
Fue crucificado, muerto y sepultado. Descendió a los infiernos, al tercer día resucitó de entre los muertos, subió al cielo y está sentado a la derecha de Dios Padre Todopoderoso..."

El Hijo de Dios descendió a los infiernos...¿qué no nos tocará a nosotros? hijos de Dios también.

Para conocer la gloria , hay que vivir algunos infiernos, lo terrible es el limbo, el no saber, el estar en ese espacio intermedio que no es ni gloria ni pena, ni cielo ni infierno...

¿Qué opinas tú?

Un abrazo enorme mi admirada poetisa.

Migdalia

Anónimo dijo...

Mereviglioso, Senora , il Vostro sentire.
Il Vostro servitore ha impresso dentro di sè lo stesso sentire e lo stesso convincimento: non chiederò mai perdono per i miei peccati. Ma aggiungo un altro convincimento: nessuno mi chiederà di chiedere perdono . Inoltre, Senora, i nostri unici peccati nella vita nascono dalle nostre contraddizioni , che convivono con noi , scorrono nel nostro sangue, dentro le nostre cellule . la più importante delle nostre contraddizioni è contenuta nell'istinto al cambiamento - l'" elsewhere" di cui vi ho scritto in passato - che è impossibile da soddifare per la maggior parte di noi, perchè dovremmo trascurare gli affetti , che sono sentimenti meno infuocati dell'amore, ma anche meno fragili . Il vostro scritto tra cielo e inferno , Senora, è metafora perfetta dell'inquietudine che nasce dalle nostre contraddizioni. Ma meravigliosa , quella inquietudine, come conferma l'anonimo che dice " mejor que la calma...que no es nada, nada , nada ...".
E per chiudere questo commento, vi rimando ai versi di Pablo Neruda
" Ode ad un giorno felice", che certo conoscete.
Amen

Hecha de silencios dijo...

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,chi non cambia la marcia, chi non rischia e non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i", piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non legge, chi non viaggia, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità...
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,chi non cambia la marcia, chi non rischia e non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i", piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non legge, chi non viaggia, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità...


Come al solito ha sempre ragione
Per qualcuno è ancora un peccato capitale...lei ha sempre qualcosa diversa di quelle filosofi che parlano d´amore.
"Centi anni" tantissimi anni e ottima salute Maestá

Hecha de silencios dijo...

Queridísima Migdalia yo no se si es mejor el infierno pero de seguro yo no ambiciono un cielo quieto donde todos sonríen y no se tocan, claro está, hay situaciones muy complejas que no se pueden interpretar a la ligera.
Te abrazo infinito

Hecha de silencios dijo...

Anónimo...
Yo diría que la vida es un río que nos trajina y vamos con el curso lleno de tropiezos adelante siempre adelante hasta donde nos lleva el río.

Salud

Versos complicados dijo...

Tú misma has respondido lo que es morir lentamente ( como dicen por allí en la mengua del tiempo) sin VIVIR a PLENITUD cada instante que nos es dado, bien sea porque lo buscamos, encontramos, tropezamos , insistimos, horadamos, rasgamos, aruñamos, lloramos, tratamos, nos empeñamos, hasta conseguir el sí, para luego salir con argumentos absurdos y sin sentido.

La vida es asi como dices hacia adelante, nunca hacia atrás y si los errores nos hacen retroceder es para encontrar nuevos caminos para llegar a nuestro destino.

Claro, también hay que entender que para eso hay que ser valiente y corajudo, no pusilánime, ni cobarde.

También, hay que entender que no todos somos iguales.

Un beso y hasta siempre.

Hecha de silencios dijo...

Hola versos
No se si cobardes…
Mariposas y gusanos variopintos
Águilas calvas que no quieren ser extintas me parece a mí...pero si viéramos dentro de los sentimientos ajenos quizás nos anonadaríamos de las variantes.

Te beso? Pues si...Siempre!!

Anónimo dijo...

No se busca lo que no se quiere encontrar. Si eso se hace, el buscar por jugar, y encontrar sin saber, es porque se es más necio que los necios toros embistiendo a un trapo rojo, que ni distinguen es rojo.

Hecha de silencios dijo...

Nada en el mundo es perfecto, puro y sano;
todo se halla a lo impuro entremezclado;
el mismo corazón, con ser tan noble,
cuantas veces se encuentra enmascarado.

(Ramón Ortega)